Il Museo Italiano dello Snowboard ripercorre, grazie alle sue 90 tavole esposte, la lunga storia di questo splendido sport.
La storia dello snowboard, in Italia troppo superficialmente additata come giovane di un decennio, ha origini leggermente più vecchie. Nel 1966 un certo signor Sherman Poppen, dopo aver sperimentato quasi per caso a favore del divertimento dei propri figli, due sci uniti insieme da un paio di assi legnose, da cavalcare trasversalmente sulla neve, produce i primi esemplari dello Snurfer. Letteralmente coniato dalla fusione dei nomi snow (neve) e surfer (surfista), questo attrezzo in legno ricurvo alto poco più di un metro e largo una ventina di centimetri, con tanto di cordicella in punta a sostegno dell’equilibrio dell’utente, diventa l’insostituibile gioco invernale per migliaia di americani che modificandolo nel tempo arriveranno a produrre i primi prototipi di snowboard. Uno in particolare, Jack Burton, alla fine degli anni settanta capisce l’importanza di allargare la base d’appoggio, aggiungere qualche streps per bloccare i piedi e delle pinne laterali per la direzionalità del mezzo, creando così i suoi primi prodotti commerciali, prozii degli stessi Burton che invadono tutt’ora il mercato internazionale. Grazie alla passione di uno dei pionieri italiani di questo sport, Dino Bonelli, che fin dai primi anni ottanta ha raccolto decine di tavole e un’infinità di preziose informazioni sullo sviluppo delle stesse, il Museo Italiano dello Snowboard, sito nei locali del Surf Shop di Prato Nevoso (CN), regala oggi al pubblico una panoramica dell’evoluzione dei primi vent’anni di questa ormai quarantennale avventura sulla neve. Ormai consolidato sport olimpico e di massa, lo snowboard ha nei cimeli esposti nel sopraccitato museo la più grande rappresentazione storica d’Europa, che arricchita di anno in anno di nuove rarità e di nuove informazioni, grazie anche al sensibile patrocinio della BCC di Pianfei e Rocca de’Baldi, è una tappa fissa per tutti gli amanti di questo splendido sport. Una veloce panoramica virtuale dei pezzi esposti è anche possibile visitando il sito
www.surfshoppratonevoso.com/museo.html

